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Guest post – Navi Altealuna

Buongiorno, cari lettori!

Oggi ho il piacere di ospitare una collega Triskell: Navi Altealuna con il suo romanzo “Il posto che cercavo”. Continuate nella lettura per scoprire un invitante estratto.

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TRAMA:

Da anni, Eltan non parla più con Davide, il suo migliore amico, se non l’unico vero amico che abbia mai avuto.

Ciò che è successo tra i due ragazzi ha spezzato il loro rapporto ed Eltan non può e non vuole perdonare. Questo accresce il rancore, ma al tempo stesso apre una ferita colma di solitudine.

Quando a causa di uno spiacevole evento, Eltan si ritrova a dover avere a che fare nuovamente con Davide, capisce che fare a meno di lui non è così semplice.

Amazon: https://www.amazon.it/posto-che-cercavo-Navi-Altealuna-ebook/dp/B0777R6CDZ

Kobo: https://www.kobo.com/it/it/ebook/il-posto-che-cercavo-1

Store Triskell: http://www.triskelledizioni.it/prodotto/posto-cercavo-navi-altealuna/

 

“Sentii qualcosa di umido attraversarmi il viso. Aprii leggermente gli occhi: di fronte a me vidi solo immagini distorte e annebbiate. Sbattei le palpebre più volte, per mettere a fuoco. Davide era chino su di me e mi tamponava il viso con un asciugamano inumidito. Mi alzai col busto troppo in fretta, preso dal panico, ed ebbi nuovamente un capogiro. Appoggiai una mano a terra.

«Ehi, mi hai fatto prendere un colpo…» disse accarezzandomi e sorreggendomi la schiena. «Ero convinto di aver chiuso a chiave…» riuscii a dire flebilmente, ma forse era un’uscita totalmente fuori luogo.

«Ringrazia Dio che sono riuscito a forzare la porta, deficiente!» Alzò la mano come per darmi uno schiaffo, poi si bloccò. «Dai,» disse sollevandomi per il braccio. Uscimmo dal bagno e mi scortò fino al divano. «Forse è meglio che ti togli quei vestiti bagnati, ti prenderai un malanno.»

Restando fuori sotto la pioggia mi ero inzuppato parecchio, quindi seguii il suo consiglio: mi tolsi i vestiti restando in boxer e mi avvolsi in una coperta che era piegata sopra il divano.

«Se mi dici che cos’hai, vado a prenderti qualcosa in farmacia.»

«Non serve,» dissi in fretta, poggiando la testa su uno dei cuscini, «ho solo fatto un miscuglio che non dovevo fare.»

«Mh… miscuglio di che tipo?»

«Gelato… e vodka,» bofonchiai omettendo che il gelato era rimasto fuori dal freezer per ore. Alzò il sopracciglio poi trattenne una risata.

«Sempre il solito masochista…» Sospirai senza guardarlo. Ancora non potevo credere che fosse lì a pochi passi da me. Erano passati talmente tanti anni da quando avevo troncato la nostra amicizia. Il giorno della rottura mi sembrava sempre troppo vicino per quanto era vivido nella mia mente. Eppure speravo sempre di dimenticarmene un giorno o l’altro.

«Comunque, congratulazioni per esserti laureato…» disse con un tocco di amarezza nella voce. Era la prima e unica persona che sentivo sincera nel congratularsi, nonostante non avesse preso parte alla cerimonia.

«Non era importante,» sentii il bisogno di dirgli.

«Come?»

«Non era un… giorno importante,» mugugnai sottovoce, guardandolo di soppiatto. Lo vidi sorridere.

«Perché no?» mi chiese.

«Perché no,» dissi semplicemente. Non potevo mica dirgli perché non c’eri tu, sarei risultato patetico. «Le cose importanti sono altre, non uno stupido pezzo di carta.»

«Eltan…» esordì a voce bassa. Io non lo guardai, proprio non avevo il coraggio. Chiusi gli occhi, li riaprii e decisi di interromperlo.

«Comunque, perché sei così insistente? Quale parte di non voglio vederti né sentirti non ti è chiara?» Ci fu un attimo di silenzio. Un lungo attimo di silenzio.

Inutile mentire a me stesso. Vederlo mi faceva tornare in mente quel giorno. Sentire la sua voce mi faceva ricordare le menzogne che disse quel giorno. Era come sentire la lama di un pugnale stridere contro una muraglia di ferro. Dava fastidio… Vedere i suoi occhi, così limpidi e trasparenti, mi faceva capire che la trasparenza poteva essere sinonimo di inganno. Ancora una volta… mi stava uccidendo una seconda volta… 

Perché? Perché io…”

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